Come un bottone può raccontare la storia del mondo

Come un bottone può raccontare la storia del mondo

E’ straordinario scoprire come un oggetto così piccolo possa racchiudere in sé mondi, storie, culture, mode, stili di vita. Racconti affascinanti che portano indietro nel tempo e in terre lontane. Delle più varie fogge e fatture, con pregiati disegni ed elaborate decorazioni, sono il risultato dell’appassionata collezionista e ricercatrice di Leda Siliprandi Partesotti.

I suoi bottoni risalgono al Medioevo, passano per il ‘500 ed il ‘600, per l’età romantica fino a giungere agli anni ’50 del secolo scorso, quando la lavorazione artigianale del bottone venne soppiantata dalla produzione in serie. I diversi materiali (filigrana, smalto, pasta di vetro, osso, avorio, vari metalli, argento, bachelite…)  ne rispecchiano anche i vari usi, poiché c’era un bottone per ogni momento della vita. Alcuni, ad esempio, sono legati al lutto, altri alla caccia, altri ancora sono decorati come gioielli e opere d’arte.

I bottoni sono un vero e proprio specchio dei gusti artistici dei vari periodi in cui sono stati realizzati: i più recenti sono in puro stile pop, quelli del periodo Liberty sono floreali e sinuosi mentre quelli del periodo neoclassico sono più lineari e con pochi colori essenziali. Nei bottoni, infatti, si sono sempre rispecchiati i costumi e le mode, gli eventi di portata storica o i piccoli fatti, i personaggi di grande levatura o di effimera notorietà.

Attraverso i bottoni si possono conoscere anche delle interessanti sfumature della vita privata di importanti personaggi storici. Un particolare poco conosciuto della personalità di Mozart, per esempio, è che aveva una vera e propria passione per i bottoni gioiello, che all’epoca erano molto ricercati dai galantuomini. Ecco cosa scrive in una lettera alla baronessa Valdstatten: “devo assolutamente possedere una marsina simile per poterla poi guarnire con i bottoni che già da tempo vado covando nei miei desideri […] sono di madreperla e al centro hanno una bella pietra di color giallo, circondata da alcune pietrine bianche. Vorrei possedere tutto ciò che esiste di buono, di autentico e di bello”.
Altra interessante curiosità è il bottone con un leggendario diamante, che Papa Clemente VII si fece fare da Benvenuto Cellini per il suo piviale. Lo straordinario gioiello fu smontato da Napoleone e per oltre un secolo se ne sono perse le tracce. Leda Siliprandi Partesotti ne ha scoperto la storia e un’immagine settecentesca conservata al British Museum.

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